Il mio AI Tech Stack 2025: strumenti AI per sviluppatori e consulenti

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Nel 2025 l’AI non è più un “extra”, ma parte integrante dello stack di lavoro di ogni sviluppatore. In questo articolo racconto gli strumenti AI-based che ho realmente usato come consulente informatico, spiegando perché li ho scelti, come li combino e in che modo mi permettono di lavorare meglio, più velocemente e con costi sostenibili.

Il mio AI Tech Stack 2025: strumenti AI per sviluppatori e consulenti

Nel 2025 la domanda non è più stata “usi l’AI per programmare?”, ma: quale combinazione di strumenti ti fa consegnare di più, con meno errori e senza pagare due volte la stessa cosa? Questo articolo è il mio stack AI 2025 “reale”: IDE agentici, agenti in terminale, estensioni, e soprattutto un livello che ha cambiato il gioco: MCP (Model Context Protocol), la colla che collega l’AI a browser, documentazione aggiornata e project management.

Perché nel 2025 non conta “usare l’AI”, ma lo stack

L’AI ti può far scrivere codice più in fretta… oppure farti perdere ore in tre modi molto “silenziosi”:

  1. Duplicazione: paghi due abbonamenti che fanno lo stesso pezzo (autocomplete + chat + agent).
  2. Contesto instabile: l’assistente lavora “a intuito”, sbaglia file, sbaglia versione di API, e tu fai babysitting.
  3. Costo invisibile: iterazioni infinite, modelli troppo grandi su task banali, agenti lasciati liberi di provare mille strade.

Il punto è semplice: lo stack è una scelta di prodotto, non una collezione di tool. Devi progettare flusso, guardrail e budget insieme.

Il mio stack 2025 in una riga

  • Cursor → IDE principale (UI minimal + AI integrata davvero bene)
  • OpenAI Codex (in ChatGPT) → backend, problem solving, debugging, refactor “pesanti”
  • VS Code + GitHub Copilot → base universale / fallback compatibile ovunque
  • MCP → Chrome DevTools, Context7, Linear per chiudere il loop “codice → verifica → task”

Cursor IDE: la menzione speciale (l’IDE che “sparisce”)

Se nel 2025 sono esplosi IDE “AI-first”, Cursor è quello che più spesso mi ha dato la sensazione di: “sto lavorando in un editor familiare, ma con superpoteri”.

Chat + inline edit: integrazione vera

Il vantaggio pratico è l’attrito più basso: chat, modifiche in linea, azioni “agentiche” e contesto convivono senza farti cambiare modalità mentale ogni due minuti.

@mentions: il trucco anti-“AI che indovina”

Questa è la leva che mi ha dato il boost più costante. Le @mentions servono a portare in chat esattamente ciò che conta: file, cartelle, documenti “source of truth”.

Checklist di cose che menziono spesso:

  • file chiave (route, service, componente UI)
  • cartelle tipo src/components, app/, packages/
  • snippet di config, README, note interne

Risultato: meno risposte “creative”, più risposte ancorate al codice vero.

Rules: la memoria operativa del progetto

Le Rules sono il mio anti-caos: convenzioni, architettura, stile, vincoli. Cursor le descrive come istruzioni “di sistema” per l’agente, condivisibili e riutilizzabili.

Esempio rapido (idea) per un progetto web:

markdown
1# Project Rules (idea) - TypeScript strict sempre. - Niente fetch nei componenti: usa un layer services. - UI: componenti riusabili, niente duplicazioni. - Ogni PR: motivazione, screenshot (se UI), note test.

Costi Cursor: come ragiono sul piano

Cursor mostra chiaramente il Pro a $20/mese. La cosa importante non è “quanto costa”, ma quando lo usi:

  • Task cheap (autocomplete, piccole modifiche) → ok, spingi.
  • Task costosi (agent che analizza mezzo repo) → prima prepari contesto e regole, poi chiedi.

OpenAI Codex in ChatGPT: il miglior rapporto qualità-prezzo (nel mio 2025)

Io qui sono netto: quando devo fare architettura, debugging vero o refactor grossi, Codex in ChatGPT mi ha ridotto il ping-pong.

OpenAI descrive Codex come un agente di coding disponibile in più contesti (terminal, IDE, GitHub, cloud) e incluso nei piani ChatGPT Plus/Pro/Business/Edu/Enterprise. E nella pagina Codex è indicato, ad esempio, Plus a $20/mese e Pro a $200/mese (con limiti più alti).

Backend e architettura: meno ping-pong

Qui il pattern che uso è sempre lo stesso:

  1. spiego obiettivo e vincoli (compatibilità, tempi, rischio)
  2. chiedo una proposta a step (incrementale)
  3. faccio review e solo dopo faccio partire le modifiche

Prompt “da consulente” che mi hanno fatto risparmiare ore:

  • “Analizza il repository: colli di bottiglia performance e piano di fix incrementale.”
  • “Refactor a layer (dominio/infrastruttura/API) mantenendo compatibilità e note di migrazione.”
  • “Bug X: ricostruisci scenario, ipotesi, check rapidi, fix + test.”

Debugging serio: ipotesi → check → fix

Il punto non è “fammi il fix”, ma fammi il metodo:

  • ipotesi ordinate per probabilità
  • check piccoli e veloci
  • fix minimo
  • verifica

È così che riduci iterazioni e, di riflesso, costi.

Codex CLI: quando il terminale diventa un agente (con guardrail)

Codex CLI può leggere, modificare e anche eseguire comandi nel repo. Ma qui entra il tema sicurezza: OpenAI documenta modalità e approvazioni, incluso il passaggio a read-only tramite comando di approvazione.

Regola personale: su macchine “cliente” o repo delicati, parto read-only, poi apro i permessi solo quando ho un piano chiaro.

Dual IDE setup: Cursor + VS Code + GitHub Copilot (base universale)

Perché VS Code resta nello stack

VS Code è lo standard operativo: estensioni, compatibilità, abitudini, portabilità tra macchine e contesti di consulenza.

Copilot: completamenti e quick wins

Copilot lo tratto come “motore di completamento + chat rapida”. E lato pricing: GitHub mostra Copilot Pro a $10/mese (per individui) e specifica che è gratis per studenti verificati.

Student Pack: quando il costo scende davvero

Se sei studente verificato, GitHub Education evidenzia l’accesso a Copilot Pro per studenti. Tradotto: puoi tenere uno stack “serio” spendendo molto meno, e investire budget solo dove serve davvero.

Sintesi onesta: Cursor è la mia postazione principale. VS Code + Copilot è lo “standard compatibile ovunque”.

IDE agentici 2025: Antigravity e Kiro (per capire dove va il vento)

Non sono stati il centro del mio stack, ma sono importanti perché rappresentano la direzione: IDE sempre più “agentici”, capaci di pianificare → eseguire → verificare.

Antigravity: agent-first (e guardrail obbligatori)

Google presenta Antigravity come piattaforma “agent-first” con una sorta di “mission control” per orchestrare agenti su editor, terminale e browser. Ma nel 2025 sono emersi anche esempi pubblici che hanno riacceso il tema sicurezza: se dai troppi permessi a un agente, può fare danni veri (serve conferma, sandbox, limiti).

Kiro: spec-driven development (da vibe coding a viable code)

Kiro si posiziona come IDE agentico con spec-driven development e supporto MCP. È interessante quando lavori in team o su progetti dove serve disciplina: la “spec” diventa il primo artefatto, e riduce ambiguità.

MCP (Model Context Protocol): il pezzo che mi ha fatto fare il salto

Per me MCP è il vero acceleratore perché sposta l’AI da “scrive codice” a “chiude il ciclo”: verifica, misura, aggiorna task, usa docs aggiornate.

Anthropic ha open-sourcizzato MCP a fine 2024 come standard per collegare assistenti a strumenti e dati. OpenAI documenta MCP come modo per dare a Codex accesso a tool e contesto (e cita esempi come Context7 e Chrome DevTools).

Chrome DevTools MCP: debugging “con gli occhi”

Chrome DevTools MCP è presentato come MCP server per controllare e ispezionare un Chrome “live”, utile per debug e performance. Perfetto per frontend: non ti fermi al “dovrebbe funzionare”, ma verifichi.

Prompt tipico:

text
1Apri l'app, riproduci il bug sul login. Controlla Console + Network. Proponi fix, applica, poi verifica di nuovo in browser.

Context7 MCP: documentazione aggiornata dentro il prompt

Context7 porta documentazione e snippet versionati direttamente nel prompt (riduce API inventate/outdated).

Esempio:

text
1Crea una middleware Next.js per validare JWT nei cookie e redirect a /login. use context7

Linear MCP: dalla chat al task management

Linear ha un MCP server ufficiale per accedere ai dati (issue/progetti) in modo standardizzato e sicuro; nelle docs cita anche OAuth 2.1 e trasporti supportati. Per consulenza è oro: trasformi richieste e debug in task tracciati senza “perdere pezzi”.

Strategia costi: evitare token premium per task cheap

Il costo cresce quando:

  • usi modelli enormi su task banali
  • lasci agenti iterare senza limite
  • non metti guardrail su terminale e tool esterni

La mia regola: modello giusto, posto giusto

Mini “decision tree” che uso davvero:

  1. Task ripetitivo → completamenti in IDE (Copilot / Tab in Cursor)
  2. Frontend con verifica → Cursor + Chrome DevTools MCP
  3. Backend/architettura/refactor → Codex in ChatGPT (eventualmente CLI)
  4. Doc nuove / librerie che cambiano → Context7 MCP
  5. Delivery e coordinamento → Linear MCP
Effetto collaterale positivo: prevedibilità. Tempi più stabili e spesa meno “a sorpresa”.

Guardrail pratici (che mi hanno evitato guai)

  • Read-only di default quando uso un agente in terminale su repo sensibili
  • Approva solo step piccoli (un commit per volta)
  • Limita i tool (MCP server necessari, non “tutto acceso”)
  • Log e diff: se non riesci a ricostruire cosa ha fatto l’agente, stai già perdendo controllo

Workflow completo: codice → verifica → task (in 30 minuti)

Ecco un flusso tipico “da consegna” (frontend + bug):

  1. Riproduco il problema e definisco criterio di successo (es. “login ok, nessun errore console”)
  2. Cursor: @mention dei file giusti (form, auth service, route)
  3. Fix minimo proposto dall’agente + review manuale
  4. Chrome DevTools MCP: verify (network, console, performance)
  5. Context7 se scopro API nuove o una libreria aggiornata
  6. Linear MCP: creo task “post-fix” (test, monitoraggio, note rilascio)

Questo è il “loop chiuso” che nel 2025 mi ha fatto consegnare più serenamente.

Glossario per chi inizia (senza perdersi)

ParolaSignificato semplicePerché ti serve
IDEEditor avanzato per codiceÈ il tuo ambiente
RepoProgetto versionato (Git)Tracci cambi (tracking modifiche) e collabori
BranchLinea di lavoro separataNon rompi "main"
PRRichiesta di mergeReview e qualità
DebuggingTrovare e risolvere bugSkill base
RefactoringMigliori codice senza cambiare featureProgetto sano
FrontendUI e interazioniBrowser, UX
BackendLogica e datiAPI, DB, auth
MCPCollegamento AI→tool esterniVerifica e azione
DevToolsStrumenti del browserConsole/Network/Performance

FAQ

1) Devo scegliere tra Cursor e VS Code?

No. Il setup “dual IDE” funziona: Cursor come postazione principale, VS Code come standard universale per clienti/team.

2) Codex è davvero incluso nei piani ChatGPT?

Sì: la guida ufficiale indica l’uso di Codex con piani ChatGPT (Plus, Pro, Business, Edu, Enterprise) e l’uso tramite client come Codex CLI.

3) Quanto costa “il minimo sindacale” per uno stack decente?

Esempio realistico (mensile):

  • Cursor Pro $20
  • ChatGPT Plus $20 (per Codex) Totale: $40/mese circa, poi aggiungi Copilot solo se ti serve o se non hai già un vantaggio studenti.

4) Copilot vale ancora la pena nel 2025?

Per me sì, soprattutto per completamenti e compatibilità. E Copilot Pro è indicato a $10/mese, con gratuità per studenti verificati.

5) MCP è difficile da usare?

Il concetto è semplice: è uno standard che collega modelli e tool. La difficoltà vera è scegliere pochi server utili e mettere guardrail.

6) Quali MCP server consigli “per iniziare” da frontend dev?

Tre: Chrome DevTools MCP per verificare in browser, Context7 per docs aggiornate, Linear per task/issue.

7) Qual è l’errore più costoso che hai visto fare?

Lasciare un agente “full-auto” senza confini: iterazioni infinite, comandi pericolosi, costi che salgono. Le modalità di approvazione/read-only esistono proprio per questo.

8) Antigravity e Kiro sostituiscono già uno stack classico?

Sono segnali forti del trend “agentic IDE”, ma oggi (ancora di più nel 2025) io li vedo come strumenti da valutare con calma e guardrail robusti.

Conclusione: lo stack AI è diventato una scelta di prodotto

Nel 2025 ho smesso di cercare “l’IDE perfetto” e ho iniziato a costruire uno stack coerente:

  • un IDE principale (Cursor)
  • un agente forte per task complessi (Codex in ChatGPT)
  • una base universale (VS Code + Copilot)
  • connettori MCP per chiudere il loop tra codice, verifica e delivery

Se vuoi “personalizzarlo” sul tuo caso (freelance vs team, budget, stack React/Next/Node/Python), la regola resta sempre la stessa: meno tool, più flusso, più guardrail.